mercoledì 30 novembre 2011

Marcia indietro a Palazzo Vecchio

La bella notizia è che ogni quartiere riavrà la sua anagrafe, anche quella in Palazzo Vecchio chiusa per volere di sindaco e giunta, senza interpellare né il gruppo PD né il consiglio comunale. La decisione è a larga maggioranza, praticamente all'unanimità. Il segnale è di quelli che non lasciano dubbi: stop alle decisioni forzate. La maggioranza potrebbe mancare e costringere all'imbarazzo della marcia indietro. In consiglio tutto comincia con un ordine del giorno per la riapertura degli uffici anagrafe promosso dai consiglieri PD Pezza e Pierguidi. All'ordine del giorno propongo personalmente un piccolo emendamento: riapertura del punto anagrafe in Palazzo Vecchio per non svuotare il centro e il palazzo di servizi essenziali per i cittadini. Un emendamento è una piccola cosa, serve solo a precisare un dettaglio. Ma è sul dettaglio che il gruppo PD si scompone. C'è chi ha paura d'esprimersi contro la decisione del sindaco. Il capogruppo Bonifazi cerca di ricomporre le file con un emendamento più blando e generico, che riguarda i servizi nel centro storico, ma non ce la fa: aggiunge solo emendamento su emendamento. In sala, assente il sindaco, i membri della giunta non intervengono. Hanno deciso loro la chiusura e non hanno nulla da dire, o hanno solo obbedito a un ordine? Il sindaco ha subito ribadito che la decisione spetta di diritto a lui e non al consiglio, ma il fronte della disobbedienza si allarga. Le prossime settimane saranno il banco di prova, a partire dall'approvazione del bilancio.
[On. Tea Albini, Il Nuovo Corriere di Firenze]

martedì 29 novembre 2011

Quarant'anni fa

Dal blog di Loredana Lipperini, con un grazie per la completezza e la puntualità:
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Scommettiamo che il prossimo 6 dicembre, fra una settimana esatta, ci si troverà a parlare di quel che avvenne quarant’anni fa? Era il 6 dicembre 1971, infatti, quando venne approvata la legge che prevedeva l’istituzione di “asili nido comunali con il concorso dello Stato”.
A che punto siamo? Lo spiega bene la recente indagine di Cittadinanzattiva.
Fra le altre cose, dal  2005 ad oggi le tariffe sono aumentate in media del 4,8%. In particolare, nel 2010/11, ben 26 città hanno ritoccato verso l’alto le rette di frequenza, e 5 capoluoghi registrano incrementi a due cifre: Foggia (+54,6%), Alessandria (+24,3%), Siracusa  (+20%), Caserta (+19,5%), Catanzaro (+19,4%).  Inoltre, secondo i dati del Ministero degli Interni  relativi al 2009, il numero degli asili nido comunali ammonta a 3.424 (-0,4% rispetto al 2008) con una disponibilità di 141.210 posti (+0,8% rispetto al 2008). In media il 25% dei richiedenti rimane in lista d’attesa. Il record va alla Sicilia con il 42% di bambini in lista di attesa, seguita da Toscana e Puglia (33%).
Nel Rapporto Ombra Cedaw si ricorda anche che. mentre la strategia di Lisbona fissava come tetto l’accoglienza del 33% dei bambini negli asili nido in Europa per garantire il sano sviluppo di ogni Paese, l’Italia si ferma al 12,7% , anche se alcune Regioni del sud sono ben al di sotto di questo dato. Non solo: il Piano Sacconi-Carfagna del 2010 prevede 40 milioni di stanziamenti destinati a favorire l’occupazione femminile e la conciliazione. Bene, ma non sono previsti stanziamenti per incentivare gli asili nidi pubblici: 10 milioni per “Tagesmutter”, 4 milioni per gli albi comunali delle assistenti familiari, 12 milioni per i voucher, 6 milioni a sostegno delle cooperative e 4 milioni per acquistare software per interventi di telelavoro.
Incrociate tutto questo con il recentissimo studio dell’Economist sul lavoro femminile, e forse si capirà perché l’Italia, insieme all’India, è il paese con maggiori disparità.
Questo, anche per chi continua a martellare sul decennio dei Settanta come fosco, confuso, generatore di tenebra e di diritti visionari, sbagliati e cui attribuire gli sfasci successivi.

lunedì 28 novembre 2011

Anagrafe in Palazzo Vecchio, il PD boccia Renzi

Per non svuotare di funzioni il centro storico ho presentato un emendamento all'ordine del giorno che prevedeva il mantenimento dei punti anagrafici decentrati nei quartieri (Pezza e Pierguidi) chiedendo la riapertura dell'ufficio anagrafe in Palazzo Vecchio. Hanno votato a favore Albini, Chiavacci, De Zordo, Giambanco, Giuliani, Lauria, Locchi, Pugliese, Roselli, Cellai, Collesei, Di Puccio, Giani, Grassi, Livi, Pezza, Razzanelli, Sabatini.  Contrari: Bassi, Bieber, Borselli, Giocoli, Pieri, Bettini, Bonifazi, Cruccolini, Pierguidi, Ricci.  Astenuti: Agostini, Biti, Dormentoni, Fratini, Gallo. Non ha partecipato al voto Sguanci.
Due i link che ne parlano online: corrierefiorentino e repubblica
On. Tea Albini

sabato 26 novembre 2011

Il vento non si ferma con gli applausi

In chiusura alla presentazione delle sue idee per l'Italia alla Leopolda, Renzi aveva preso in prestito da un discorso del presidente degli Stati Uniti Obama, che a sua volta citava Seneca: il vento non si ferma con le mani! Oggi che l'Italia è un po' meno a portata di mano ecco 20vènti a Palazzo Vecchio. E se la pronuncia può lasciare qualche dubbio, la grafica che lo rappresenta no: si tratta proprio di vento.
In un Palazzo Vecchio meno gremito rispetto ai più costosi eventi cui il sindaco ci ha abituato, Il clima è quello dell'ultimo ventennio berlusconiano: una campagna elettorale permanente. La condizione politica ideale per sospendere il giudizio sull'oggi e allontanarlo verso un futuro che è facile dipingere come radioso e pieno di grandi speranze che strizzano l'occhiolino un po' a tutti. Forse è per questo che l'immagine del vento piace tanto in questa stagione politica: non solo non si ferma con le mani, ma le lascia vuote disperdendosi nel nulla.
Tra le cose concrete annunciate nei numerosi interventi mi fanno sorridere gli sperticati elogi alla linea 1 della tramvia o le 10,100, 1000 murate evocate a gran voce. Sono cose realizzate dalla passata amministrazione: una stagione forse meno orecchiabile per chi crede alle sirene del "cambiare tutto per non cambiare niente", ma anche una stagione che ha disegnato la Firenze del futuro con uno straordinario impegno in termini di investimenti e progetti. Se oggi il tram e le Murate ci sono non è perché tirava vento. Che quest'amministrazione ci voglia mettere il cappello senza citare la fonte, così come per la frase di Obama, non è affatto importante. Sarebbe però importante continuare quell'opera di visione della città moderna nelle infrastrutture, aperta a tutto il territorio e non solo a se stessa come un feudo medievale, solidale con le persone bisognose e meno fortunate, capace di far valere i suoi diritti sui grandi interessi e i poteri forti.
Ciò non significa che io sia contraria ai buoni propositi o ai grandi sogni, né disinteressata ai vènti che soffieranno nel 2020. E' il vento gelido di oggi che mi spaventa. Abbiamo qualcosa di più efficace di mani che applaudono per fermarlo?
On. Tea Albini

giovedì 24 novembre 2011

Anagrafe: più flop che click

E così, salvo gli auspicabili ripensamenti di sindaco e giunta (dietro pressione dei consiglieri PD Pezza e Pierguidi, e raccolta di firme annunciata dalla segreteria cittadina del partito) l'anagrafe taglia i suoi uffici e diventa virtuale. Lo fa per risparmiare, ovviamente, e sarebbe interessante capire se prima di tagliare un servizio così essenziale (parliamo di 17.000 certificati al giorno) non ci fossero alternative per risparmiare su altri capitoli di spesa!
Ma sulla carta tutto bene: i cittadini possono fare i certificati online (con diversi e macchinosi click) e stamparli con tanto di bollo elettronico sulla stampante di casa, oppure recarsi in uno dei ventitré sportelli postali accreditati, o in alternativa attraversare mezza città e recarsi all'ultimo ufficio fisico rimasto, al parterre di Piazza Libertà. Peccato che una larga maggioranza della popolazione fiorentina (ma l'Italia intera secondo le ultime statistiche) per almeno il 50% non usa internet. Peccato che vi siano così tanti anziani che, oltre a non accedere al web, saranno costretti ad estenuanti spostamenti e altrettanto estenuanti code. Peccato infine che gli uffici postali accreditati, oltre ad essere ancora molto impreparati al servizio, se lo facciano pagare caro: 2,52 euro per un semplice certificato. Peccato poi che affidare, così come recita uno scarno comunicato comunale, il servizio d'assistenza al volontariato ponga qualche piccolo problema di privacy, dal momento che un funzionario comunale è comunque figura di garanzia!
E' evidente che nel riorganizzare il servizio sindaco e giunta, mancando di una visione complessiva della città, hanno pensato che ogni cittadino, al pari loro, passasse le ore sui social network, facendo surf con l'Ipad tra cinguettii di twitter e mipiace di facebook, così com'è evidente che in tanta modernità son perfino arretrati e obsoleti, poiché se servizio elettronico dev'essere ci son già mezzi molto più semplici per farlo via telefonino da chiunque sappia spedire un sms.
Escludere mezza città da un servizio, e renderglielo più difficile, non solo significa non vederla e non considerarla, ma significa anche sminuire lo stesso servizio e il lavoratore (il funzionario comunale, appunto) che da sempre lo fornisce. Una cosa che, se vista in prospettiva, è persino più grave.
On. Tea Albini

mercoledì 23 novembre 2011

Lotta a violenza donne sia priorità del governo

"Oggi in una fase indubbiamente complessa, ma auspicabilmente caratterizzata da nuove condizioni di confronto e di dialogo parlamentare tra le forze politiche, le parlamentari Pd ritengono che la lotta alla violenza sulle donne debba rappresentare anch'essa una priorita'. La presenza di tre donne alla guida di Ministeri 'pesanti' puo' rappresentare una opportunita' a questo riguardo". E' quanto dicono, in una nota congiunta, Sesa Amici, Rosa Villecco Calipari e Donata Lenzi dell'Ufficio di presidenza del Pd alla Camera e Roberta Agostini portavoce della Conferenza delle donne del Pd che, a nome di tutte le parlamentari democratiche, sottolineano come "in Italia l'Istat ha quantificato in 6 milioni e 743.000 le donne che tra i 16 e i 70 anni sono state vittima di molestie o violenze nel corso della vita. E che, secondo le rilevazioni della Casa delle donne di Bologna, ogni 3 giorni una donna muore a causa di violenza: solo quest'anno sono gia' 128 le donne uccise per odio".
Le esponenti democratiche aggiugono: "Tante, troppe donne.
Allora dobbiamo dire che non basta l'approvazione unanime della legge contro lo stalking (2009) che pur ha rappresentato per l'Italia un importante passo avanti, c'e' ancora molto da lavorare". E' necessario, aggiungono, che "l'Italia sottoscriva la Convenzione di Istanbul del 2011 contro la violenza sulle donne, gia' firmata da 16 Paesi. Ci impegneremo in Parlamento con ogni strumento possibile perche' la conclusione naturale di questa legislatura ci consegni un Paese piu' rispettoso delle donne, delle loro vite, delle loro persone e dei loro diritti, a partire dall'inviolabilita' del loro corpo. Confidiamo di incontrare su un tema cosi' grande e cosi' urgente una comune volonta' politica, a partire dalle tre Ministre, e dalle colleghe degli altri gruppi parlamentari nel raggiungere questo importante obiettivo".

Bersani: Fassina si attiene a linea decisa dal Partito

"Francamente non l'ho capita l'iniziativa dei Liberal. Il Pd ha idee chiare sull'economia e ha una linea certificata, approvata da tutti gli organi del partito. La linea e' quella, punto. Fassina si rifa' a quella.
La richiesta dei Liberal non l'ho capita, secondo me e' senza senso". Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla Camera risponde ai giornalisti in merito alla richiesta di dimissioni rivolta dai Liberal nei confronti del responsabile economico del pd, Stefano Fassina.

PD, riduzione acconto IRPEF 2011 buon segnale da Governo

"E' una buona notizia la riduzione di 17 punti percentuali dell'acconto 2011 stabilita dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un primo intervento che darà benefici ai contribuenti. E' un buon segnale delle prospettive dell'azione del neo governo Monti". Lo ha detto Alberto Fluvi, capogruppo Pd nella commissione Finanze di Montecitorio.

Fiorentini, armatevi di calcolatrice

In un attimo di tempo libero mi sono divertita a fare il conto delle promesse grandi e piccole fatte ai fiorentini negli ultimi anni. Pensavo di riuscire a tenerne il conto a mente, invece tra 100 punti, 100 tesi, 10 cose per il 2010, 20 obiettivi per il 2020 ho dovuto prendere la calcolatrice. Il sospetto è che vi sia una progressione algebrica delle promesse, che crescono nel tempo senza finire mai. Scottata come tanti italiani dall'esperienza berlusconiana, sono preoccupata: non è che a forza di promettere si arriverà anche a Firenze al punto di non ritorno? Il tempo passa, inesorabile, e a due anni e mezzo dall'insediamento di sindaco e giunta i conti non tornano. Chi si ricorda più quali erano i 100 punti? Quanti sono stati attuati e quanti invece non si attueranno mai? Ormai anche per contare i problemi della città occorre la calcolatrice. Pensiamo ad esempio alle difficoltà portate da una pedonalizzazione che non tiene conto della mobilità vitale per i cittadini, o alla recente chiusura dei punti anagrafe che costringe a far chilometri per un certificato o a pagarlo, caro, alle poste. Ogni amministratore esperto conosce bene la differenza tra annunciare una cosa e poi farla funzionare davvero. E' una ricetta antica, fatta di ascolto, concertazione e dialogo faticoso e impegnativo con tutte le componenti cittadine interessate. Ogni sindaco di Firenze è ricordato infatti per una o due cose fatte, non di più. Ho il timore che neanche Renzi sfuggirà alla regola.
[On. Tea Albini, Il Nuovo Corriere di Firenze]

martedì 22 novembre 2011

La disdetta degli accordi sindacali Fiat apre un problema di democrazia

"La disdetta degli accordi alla Fiat pone in evidenza, tra gli altri, un problema prioritario: quello della democrazia nei luoghi di lavoro. A nessuno puo' sfuggire il fatto che, indipendentemente dall'adesione a Confindustria e dal riconoscimento anche dell'esistenza di un contratto nazionale sovraordinato rispetto a quello aziendale, i lavoratori di Fiat non potranno eleggere i propri rappresentanti sindacali aziendali. Infatti, saranno escluse dalla possibilita' di usare gli strumenti di azione sindacale nel luogo di lavoro le organizzazioni non firmatarie dell'accordo Fiat'.
Lo afferma in una nota Cesare Damiano, capogruppo del Pd nella commissione Lavoro della Camera.
'Questo limite, contenuto nell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, era stato nel passato brillantemente superato dagli accordi di concertazione e, ultimamente, dall'intesa del 28 giugno scorso -continua Damiano-. Questo problema va affrontato e risolto perche' pone una questione di carattere universale, non circoscrivibile ai soli stabilimenti Fiat. E' interesse di tutte le organizzazioni sindacali e di tutte le imprese avere regole che separino l'espressione di voto dei lavoratori nella scelta dei proprio rappresentanti dalla sottoscrizione o meno degli accordi. Al contrario, si corre il rischio di andare verso una frammentazione delle relazioni sindacali e contro uno sforzo di coesione sociale che dovrebbe essere perseguito soprattutto in questo momento di crisi'.

I servizi sociali di Palazzo Vecchio sono senza soldi

Sono oltre 1500 le famiglie fiorentine che potrebbero diventare povere perché hanno un anziano o un disabile in casa. L'allarme viene dal presidente della commissione bilancio di Palazzo Vecchio Massimo Fratini, del PD. Nel 2011 sono stati erogati 1500 contributi per l'affitto e 300 per la badante, ma per il 2012 questi aiuti non ci saranno più. Le liste di attesa per il ricovero di anziani nelle residenze sanitarie assistite, portata quasi a zero tre anni fa, vede una stima di almeno 700 persone nel 2012. Addio inoltre anche al trasporto pubblico per gli studenti disabili. E i tagli, fa notare Stefania Collesei, non riguardano solo i cittadini che ne usufruivano, ma anche le tante persone che, a vario titolo, lavoravano nell'organizzazione di questa assistenza.
(da l'unità di oggi)

giovedì 17 novembre 2011

Governo: Bersani soddisfatto, PD in campo con le sue proposte

Grandi elogi a Mario Monti per il discorso con cui ha chiesto la fiducia in Senato. Il Pd e' pronto a dimostrarsi il socio piu' leale dell'alleanza che sostiene il presidente del Consiglio, ma resta in campo con le sue proposte. E rivendica un ruolo centrale del parlamento nelle riforme, ruolo peraltro riconosciuto dallo stesso presidente del Consiglio nel discorso programmatico. "Nelle parole di Monti ho visto passione civile e orgoglio italiano, la voglia di unire equita' e crescita", ha commentato Pier Luigi Bersani che domani parlera' alla Camera durante il dibattito sulla fiducia. Il Pd, ha chiarito subito dopo il segretario, intende presentare "proposte in ogni campo per contribuire e sostenere lo sforzo" e "a rendere ancora piu' evidente la svolta".
A largo del Nazareno assicurano che Bersani e' "molto soddisfatto" dell'esordio di Monti, tanto che "sembrava sulle linee programmatiche di governo riformista e di centrosinistra". Per esempio sulla tracciabilita' dei pagamenti, sul fisco sulle riforme, tutti impegni "che potevano stare benissimo in un programma del Pd". Certo, pero', "non e' il governo del Pd" e "potranno esserci proposte che non condividiamo al 100 per cento", ma "garantiamo responsabilita'" sempre in nome del principio "prima l'Italia", ha assicurato Bersani.
L'avvio della 'fase due', dopo l'uscita di scena di Silvio Berlusconi, e' stata a lungo dibattuta stamattina in due riunioni ai gruppi di Camera e Senato. Al segretario e al gruppo dirigente sono arrivati grandi elogi per come e' stato gestito il passaggio. Ora, e' stata la linea, bisogna caratterizzare questa fase nuova che si apre.
Intanto serviranno proposte di profilo parlamentare, con un chiaro segno di stampo progressista e democratico. Poi il Pd, e ne ha parlato Massimo D'Alema, dovra' caratterizzarsi come il vero partito che sostiene il governo davanti a un Pdl che gia' traballa.
Bersani non ha voluto polemizzare direttamente con Berlusconi che stamani avrebbe rivendicato di poter in ogni momento staccare la spina al governo. "Ognuno si prende le sue responsabilita', io mi prendo le mie", ha pero' chiarito.

mercoledì 16 novembre 2011

Duomo, tram e tran tran

Non me ne vogliano i contrari a tutti i costi, ma io sono favorevole al passaggio del tram 2 da Piazza Duomo per almeno tre buone ragioni. La prima è che il tracciato disegnato ai tempi della passata amministrazione non nasceva dal caso, come sembra accadere oggi con il balletto dei percorsi alternativi, ma da un'idea di pedonalizzazione che liberava il Duomo dal traffico senza trasformarlo in un recinto. Senza un tram che viva il centro la città è proibita a se stessa.
La seconda è che qualsiasi progetto di trasporto pubblico locale che non raggiunge e percorre il cuore della città sull'esempio di tante città europee, anche se annunciato in grande stile e teoricamente perfetto, sarà sempre un progetto incompiuto, manchevole, monco. La terza ragione riguarda la necessità, vitale per i fiorentini, di riportare nelle aree pedonalizzate (e desertificate) la vita quotidiana. Pur nelle buone intenzioni iniziali, la realtà degli ultimi mesi sta dimostrando che le carovane di turisti col numerino sul petto svuotano di senso il tessuto culturale e umano del centrocittà. Spazi e negozi storici che si trasformano in siparietti imbarazzanti con i finti prosciutti di plastica appesi come in una Las Vegas di noialtri. E non più una libreria, non più un cinema, non più fiorentini che vi si recano per sbrigare commissioni e fare acquisti. Forti del successo della linea 1, capire l'importanza della tranvia al Duomo non è più questione di ascoltare esperti o professori, basta fermarsi un attimo e osservare il tran tran.
[On. Tea Albini, Il Nuovo Corriere di Firenze]

lunedì 14 novembre 2011

Finisce la stagione berlusconiana, il nostro impegno a sostegno di un governo di emergenza

In Parlamento la maggioranza che ha vinto le elezioni non c'è più. Il voto sul rendiconto dello Stato, che è l'atto che certifica i conti pubblici, ha sancito che sono solo 308 i deputati che continuano a credere in Berlusconi. Un numero insufficiente a garantire certezza dell'azione di governo e quelle risposte che il Paese attende e i mercati richiedono. Il presidente della Repubblica ha dunque preso atto di un quadro politico incapace di gestire la gravità della crisi economica e chiesto chiarimenti al capo del governo che ha riconosciuto l'inconsistenza della sua maggioranza e annunciato le sue dimissioni a seguito dell'approvazione della legge di stabilità. Il Pd, al Senato e alla Camera, ha consentito la rapida approvazione di un testo necessario a dare risposte alle attese dei partner europei. Un atto utile a far calare definitivamente il sipario su una lunga e dolorosa pagina della storia politica italiana. Berlusconi e il berlusconismo sono stati sconfitti in Parlamento. La spregiudicata compravendita di parlamentari, con cui la forza del denaro sembrava aver avuto la meglio sulle istituzioni democratiche, non è bastata. La politica ha sconfitto il potere personale dell’uomo solo al comando. Berlusconi è ormai il passato. Si apre adesso un tempo nuovo in cui tutte le forze democratiche che sapranno anteporre l’interesse del Paese al proprio sono chiamate a ricostruire. Non sarà un lavoro facile, bisogna restituire fiducia agli italiani e credibilità all'Italia nel mondo. La scelta del Pd di appoggiare un Governo Monti è un dunque atto di generosità e responsabilità. Tutti i sondaggi dicono che il Pd vincerebbe le elezioni tra qualche mese. Ma è proprio quando l'interesse del Paese e quello del partito non coincidono, che si vede la responsabilità di una forza politica. E noi scegliamo senza esitazione l'interesse del Paese.
[dalla newsletter dei deputati PD]

venerdì 11 novembre 2011

PD: IL 26 Conferenza Nazionale micro e piccola Impresa con Bersani

"Grand'Italia" e' il titolo della conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa organizzata dal Partito Democratico a Monza, alla Villa Reale, sabato 26 novembre dalle ore 9.30. Nel corso della giornata, studiosi, amministratori e rappresentanti del mondo produttivo si confronteranno sul futuro delle piccole imprese per definire un ventaglio di proposte a sostegno degli imprenditori meno tutelati. L'introduzione e' affidata a Stefano Fassina, Responsabile Economia e Lavoro della Segreteria Nazionale del PD e la conclusione dei lavori della sessione mattutina al vice segretario Enrico Letta. Concludera' la giornata l'intervento del Segretario Pier Luigi Bersani.

mercoledì 9 novembre 2011

L'accelerazione sul Patto di Stabilità morde anche Firenze e i suoi cittadini

La crisi delle borse e i momenti drammatici che stiamo vivendo in Parlamento investiranno pesantemente anche Firenze e l'indebitamento del Comune per la realizzazione del Parco della Musica inseriti nel capitolo di spesa straordinario per il 150° dell'Unità. L'irresponsabilità di Berlusconi e della sua maggioranza di governo, obbliga ad un tour de force per l'approvazione  della legge di Stabilità. 
Il PD, responsabilmente, pur riservandosi il voto contrario al maxiemendamento annuciato (finora nessuno conosce il testo in votazione) sarà presente in aula per una rapida risposta alle esigenze del Paese. Insieme ad altre città italiane, però, Firenze rischia di rimanere senza una soluzione chiara di Bilancio per la realizzazione del Nuovo Parco della Musica alle Cascine, che peserà sul patto di stabilità del nostro comune.
Se il Comune non rispetterà l'obbiettivo posto dal patto di stabilità, la conseguenza sarà il blocco dei pagamenti di tutti gli altri investimenti in corso di realizzazione, compreso quello della spesa corrente, determinando una drammatica riduzione dei servizi erogati ai cittadini.
L'emendamento del PD di cui sono promotrice e che avevo già predisposto per la discussione in Aula, avrebbe aiutato Firenze a mantenere gli investimenti senza gravare sul bilancio corrente. L'arroganza sciagurata e testarda di Berlusconi e la necessità vitale che alla riapertura dei mercati finanziari di lunedì l'Italia abbia risposte sufficienti ad evitare ulteriori crolli, ci privano di fatto di qualsiasi possibilità di confronto e rappresentanza legislativa, trascinando l'Italia nel baratro.

Il Governo, la crisi, Firenze

Scrivo questa nota senza sapere cosa succederà domani. Magari un titolo in prima pagina annuncerà le dimissioni di Berlusconi e l'inizio di una nuova fase per l'Italia. Io lo spero! Ma intanto, con rammarico, guardo le rassegne stampa che nei giorni scorsi si sono occupate di Firenze e della sua politica e - tra le consuete prove di premiership e le troppe ricette miracolose - non trovo un'analisi concreta di cosa significhi per Firenze il trascinarsi di questo governo e la crisi che morde ovunque. Qualcuno ha fatto un conto realistico dei tagli ai servizi per i cittadini e le categorie più deboli? Si ha idea dei posti di lavoro persi fino ad oggi e che si perderanno domani? Abbiamo chiaro cosa debba affrontare Firenze nel prossimo futuro?
Nei proclami, nel wikipartito, nei social network così supercliccati non ne vedo traccia.
E' evidentemente un argomento scomodo, mediatico solo in caso di disgrazia, difficile da analizzare e poco adatto alla politica dei "sogni" cui ci siamo forse un po' troppo assuefatti.
E' per questo che, come fiorentina che rappresenta la città in Parlamento, mi sento di affrontare il tema con un incontro aperto a tutti voi lettori. Assieme a me, sul palco del Teatro Puccini, ci saranno il Presidente della Provincia Andrea Barducci, il segretario della CGIL Mauro Fuso, il segreterio del PD metropolitano Patrizio Mecacci e il capogruppo PD in consiglio comunale Francesco Bonifazi. Segnatevi la data: il 15 novembre alle 21, al Puccini, cercheremo tutti insieme le risposte.
[On. Tea Albini, Il Nuovo Corriere di Firenze]

giovedì 3 novembre 2011

Cinque11, sabato in diretta su tutte le piattaforme

L'evento si potra' seguire su internet, satellite, digitale terrestre, twitter Satellite, social network, siti internet. La manifestazione nazionale del PD di sabato 5 novembre verra' trasmessa in diretta su diverse piattaforme. Tutto l'evento potra' infatti essere seguito sul sito del PD (www.partitodemocratico.it), sul twitter di Pdnetwork (con Cinque11), sul sito di Youdem, la televisione del partito (www.youdem.tv) e sul satellite (canale 808 della piattaforma di Sky), ma anche sul sito dell'Unita' e di Europa, su Repubblica.it e Corriere.it. Trasmetteranno la diretta da Piazza San Giovanni anche RaiNews24 e SkyTg24 (servizio Active)

mercoledì 2 novembre 2011

Leo, Polda e Matteo

Nella legge dei grandi numeri qualche migliaio di presenze sono una goccia nell'oceano. E' per questo che mi auguro che tante persone nei prossimi giorni vadano a cercare su youtube gli interventi alla Leopolda. Guardarli e ascoltarli con attenzione può svelarci la più scomoda delle verità: avere una "propria" idea non è far politica, ed esporla a una platea plaudente e senza contraddittorio è utile solo al regista. Chi poi avrà la pazienza di ascoltare almeno una dozzina di questi discorsi capirà in fretta che parlavano sostanzialmente tre personaggi, che per comodità chiameremo Leo, Polda e Matteo. Leo personifica quelli che parlano di tante cose, ma solo per sentito dire. Facile far questo e quello, che ci vuole? Polda rappresenta invece quelli che parlano in base a una propria esperienza e che, dimenticandosi che un'esperienza è come una rondine e non fa primavera, fanno gli esperti, inconsapevoli di esserlo solo davanti allo specchio. Poi ci sono i Matteo, che sono molti di più di quel che si crede. Quando Leo e Polda parlano, i Matteo sanno che quel che dicono è ininfluente, si fregano le mani soddisfatti e pensano: finché ci son loro l'avvenire è assicurato. Intanto Firenze rimane ben lontana da essere un modello, la fantasia al potere produce le nostre piazze San Marco o Santa Croce. Il fuori Leopolda è senza diritto di parola. E chi in questi giorni cerca di analizzare il fenomeno non trova idee, né tantomeno ideali, ma soluzioni facili narrate in cinque minuti e da dimenticare in fretta. 
[On. Tea Albini, Il Nuovo Corriere di Firenze]