Il
lungo elenco nazionale di amministratori locali che sosterranno Bersani
alle prossime primarie è una risposta puntuale a quel marketing
politico facile che ha innalzato la bandiera delle amministrazioni
locali per una nuova marcia su Roma.
Un
marketing di facile digeribilità che parte da un presupposto vero, e
cioè che in un momento come questo gli amministratori locali sono quasi
degli eroi, per falsarne la prospettiva. Ovvero fare di tutta l'erba un
fascio di quanti non sono amministratori locali e che sfrutta l'appeal
politico degli attuali come un volano che conduce alla leadership.
Un
film già visto, in programmazione perpetua negli ultimi vent'anni e con
all'uscita una biglietteria che ha richiesto tecnici, macelleria
sociale e un tunnel dal quale non sappiamo se siamo ancora usciti.
D'accordo,
far bene il sindaco o l'assessore, è senz'altro un buon biglietto da
visita quando dimostrabile con una gestione impeccabile della città, ma
non possiamo nascondere ai cittadini che ci sono problemi e visioni che
vanno oltre le mura di una città o di un pugno di città. O si crede
davvero che un intoppo sulla tranvia, un commissariamento delle forze
dell'ordine sul degrado, qualche orripilante dehor siano la
dimostrazione di poter portare l'Italia nel ruolo internazionale che gli
compete? E magari vi si aggiunge che quell'insofferenza verso il
sindacato e il confronto con le parti sociali siano i prodromi di un
rilancio del lavoro a livello nazionale e la miglior risposta alle
centinaia di migliaia di precari che sabato hanno sfilato a Roma e agli
esodati che non sanno più a che santo rivolgersi?
La
ricetta della semplificazione, assieme al mistero sulle risorse per
organizzare ad ogni passo happening con cifre a sei zeri, è una logica a
cui è necessario sottrarsi al più presto.
Per
riprendere confidenza con la giusta misura di quanto si dice e di
quanto poi si fa, ma soprattutto per riprendere un rapporto veritiero
con un Paese sfiancato da una crisi economica e politica senza
precedenti.
Il
sostegno a Bersani degli amministratori locali italiani è un buon
segnale. Il senso d'identità del Pd che lega tanti deputati ed ex
amministratori locali come la sottoscritta a una politica rispettosa dei
ruoli di tutti e cosciente del quadro nazionale e internazionale, è la
garanzia di non cadere di nuovo nell'inganno delle banane. Comune o
Repubblica che sia.
Tea Albini