mercoledì 27 giugno 2012

L'età che si vorrebbe avere rovina quella che si ha

Un po' in sordina il dibattito così di moda l'anno scorso sull'età necessaria a rinnovare la politica non fa più tendenza. I trentenni, insomma, con quel loro allegro potenziale rottamatorio, non si portano più. E nell'agone politico che conta, affetto da dichiarazione giornalistica alternata e compulsiva – primarie-alleanze alleanze-primarie – comincia a prender corpo l'idea che età coincide spesso con esperienza e che, in termini di incarichi politici pregressi anche il curriculum di un giovanottone un po' rinvecchiato ma che sembra nuovo può superare i gesuitici tre mandati imposti come salvaguardia di non si sa bene che.
Lì nell'atelier dove si decidono le mode e i discorsi da portare in questa bollente primavera-estate (e per fortuna le trasmissioni televisive più gettonate sono andate in vacanza) devono essersi accorti che per far bene occorrono maturità ed esperienza, caratteristiche che solo in casi eccezionali convivono nel molto giovane.
Credo che sulla base di queste riflessioni si debba l'ultimo aggiustamento della giunta in direzione ostinata e contraria alla giovinezza garantista e un po' ingenua degli esordi.
E dal momento che per il terzo anno consecutivo Firenze è il laboratorio della politica nazionale per eccellenza, qualche stilista avrà fatto notare che nell'agone nazionale e internazionale cui s'intende partecipare, esser giovani e basta è meno chic rispetto a una più semplice partecipazione a un barcamp (che consiste nel ritrovarsi tutti insieme in una stanza e, invece che parlarsi, scriversi dei messaggini sul computer).
Qualche giovanile spin doctor, prefigurando scenari del futuro, si sarà chiesto anche: e come la mettiamo col Presidente Napolitano? Seguendo la nostra politica a quest'ora dovrebbe essere in pantofole e pantaloncini corti a leggere il giornale ai giardinetti. Invece, guarda un po', sta proprio benissimo dov'è.
Cambiano i costumi dunque, e forse anche il numero degli incarichi consentiti finirà col subire un restyling al rialzo, sulla sacrosanta deroga della capacità e dell'esperienza. L'autunno-inverno si preannuncia troppo complicato per affrontarlo senza avere le spalle ben coperte. 
Tea Albini